Welcome home


Damiano Barlovic,
21 anni, Bellinzona

La Svizzera nell’immaginario comune è associata ad un’isola di salvezza e speranza; una Nazione che si prodiga per aiutare chi è in difficoltà; una Nazione mentalmente aperta e culturalmente variegata. Le persone speranzose, in cerca di una vita migliore, lontana dalle atrocità e dalle ingiustizie, immaginano che sia un paese disposto ad offrirgli una mano ed un riparo dalle brutture del mondo. Purtroppo uno straniero che cerca asilo in CH si trova a confronto con il volto più torbido e meschino di questo “paradiso terrestre” e della gente che lo abita ovvero il volto dell’intolleranza, del razzismo, dell’indifferenza, della diffidenza, del sospetto, del pregiudizio… Molti fuggono dai mostri del loro paese, abbandonando la famiglia, le loro case, i loro averi per imbattersi qui in tutt’altra tipologia di mostri, più celati ma non per questo meno infimi e crudeli;  mostri generati dentro di noi e che  “sgranocchiano” la nostra umanità come delle termiti. L’incisione raffigura un uomo sul confine per la sua nuova vita ma che  si imbatte in creature antropomorfe le quali rappresentano gli ostacoli che frapponiamo noi cittadini Svizzeri a coloro che cercano un po’ di felicità e pace (diritti che consideriamo inalienabili). L’innocenza, il candore e la titubanza di chi viene a vivere senza alcuna intenzione nociva fa sembrare le creature mostruose ancora più ridicole e ingiustificate.