Rondini e ronde


Poesia e progetto
di Lia Galli,
33 anni, Lugano

Guardali, guardali tutti
hanno volti uguali e uguali parole
e come giocattoli muri,
filo spinato, manganelli
per sentirsi dalla parte dei buoni.
Conoscono le ronde
ma delle rondini invece
non sanno nulla
né il loro migrare alla ricerca del sole
né il loro volo alto, a stormi, a picco sul mare
per superare gli inverni e la fame.

Ma tu,
tu,
a sedici anni hai attraversato deserti
con piedi da bambina già grande,
il mare l’hai varcato come una porta,
come un porto più sicuro della tua casa,
raggomitolata nella stiva, schiacciata
da corpi sudati, corpi sconosciuti al tuo
troppo vicini ma anche troppo lontani,
corpi di uomini che la tua religione
non ti avrebbe permesso mai di toccare.
Ha tagliato l’acqua in due la tua nave,
avanzando impietosa l’ha recisa
e con lei il tuo passato, la tua famiglia
che dici sia rimasta oltre il mare, oltre
i deserti, i chilometri a piedi, le frontiere
con i loro poliziotti a perquisirti
mentre ti facevano cadere il velo dal capo.
“Losanna è bella, mi piaceva il francese”
dice il tuo italiano stentato mentre sorridi
tu a cui qui non è concessa una lingua,
ci arrangiamo con il traduttore di Google
e con i tuoi occhi scuri, profondi,
che nella profondità rivelano
tutta l’indicibilità della tua fuga.