Mosche
nella ragnatela


Tamara Vizzardi,
17 anni, Valle di Blenio

@dissociarsi

Il mio progetto è una ricerca di una sensazione di “trappola”, della mancanza di una via di fuga. Mi sono ispirata al fenomeno degli innumerevoli migranti che hanno provato negli ultimi anni ad attraversare il confine tra Italia e Svizzera passando attraverso i boschi del confine, sulla dogana di Pedrinate e chiasso. Ho cercato di mettermi nei loro panni, inscenando i loro sentimenti. Il video è inscenato in un bosco, io rappresento la figura del migrante che trovandosi in una foresta (il luogo più libero e tranquillo del mondo, a parer mio) rimane intrappolato da una forza esterna, da delle “mani” più o meno invisibili. Queste mani sono la dogana, il confine. Li rappresento utilizzando delle calze color pelle, che mi tengono legata a un albero, impedendomi di vedere, parlare, muovermi e sentire. La scultura che accompagna il video è un pezzo di tronco proveniente dallo stesso bosco, con legate le ghette che ho utilizzato nel video. Ma rotte, come da dire “distruggiamo questa barriera che non lascia passare le persone!”.